Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/22

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re, stimando che costoro ti dispregiano, e quelli che conversano ti portano giovamento; onde assai maggiore è la speranza che da questa conversazione debba nascere amicizia piuttosto che discordia.

«Anzi io ti dico che la più gran parte degli amanti s’invaghiscono del corpo prima di conoscere i costumi, o prima di aver acquistato la conoscenza delle altre qualità proprie di ciascuno; onde non è certo se dopo appagato il desiderio vorranno rimanere ancora loro affezionati. Ma per coloro che non sono innamorati, avendo ciò fatto quando già prima erano legati in amicizia, non è naturale che l’affetto si diminuisca per quelle stesse cagioni che hanno procacciato loro i godimenti, anzi dovrebbero questi rimanere come pegno de’ godimenti futuri. E sta sicuro che a te, se tu vuoi divenir migliore, sarà maggior profitto il dare ascolto a me che all’amante; perchè chi è amante innalza al di sopra dell’ottimo ogni tuo detto ed ogni fatto, parte temendo di non dispiacerti, parte facendo falso giudizio per la sua passione. Perchè in queste tali cose si manifesta l’amore, che essendo sfortunati gli amanti, l’amore fa parere ad essi dolorose quelle cose che agli altri non fanno dolore; e fortunati, vogliono per forza vantarsi di quelle cose che non meritano di esser tenute per piaceri; per modo che di coloro che sono amanti conviene assai più