Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/46

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dochè la sacerdotessa di Delfo, e le sacerdotesse di Dodona, trovandosi nello stato di furore, hanno fatto in pro della Grecia molte cose utili ai privati ed al comune, e nello stato di senno hanno fatto poco o nulla. Chè se pure vogliam nominare la Sibilla e quanti altri ci sono, i quali usando una divinazione come ispirata, predissero a molti perfettamente molte vicende future, saremmo lunghissimi nel dir cose manifeste a ciascuno. Ma in verità è una prova degna di esser riportata che degli antichi, coloro i quali posero i nomi, non reputarono turpe nè vergognoso il furore (μανία) perchè non avrebbero compreso sotto questo nome quell’arte bellissima che prevede il futuro e che cosi chiamarono (μανική); anzi le posero questo nome tenendola per cosa bella, quando questo furore aveva origine per volere divino. Ma gli uomini di oggi assai goffamente, cacciando in mezzo una lettera (τ), la chiamarono con una parola che vuol dire: arte di prevedere il futuro (μαντική). Inoltre la investigazione del futuro che si fa dagli uomini saggi per via degli uccelli o altri segni, poiché per mezzo del ragionamento si conduce la opinione umana all’intelligenza ed alla conoscenza del fatto, la chiamarono con una parola (οἰονοϊστική), alla quale i moderni gonfiando il suono con una lettera mutata (ω), vennero a chiamarla con parola diversa (οἰωνιστική) che vuol dire: