Pagina:Poe - Eureka, 1902.djvu/100

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

i 100 EUREKA Ma poi viene il periodo in cui una convenzionale Ragione del Mondo ci sveglia dalla verità del nostro sogno. Il Dub¬ bio, In Sorpresa e l'Incomprensibilità arrivano allo stesso momento. Essi dicono: — « Voi vivete e vi fu un tempo in cui non vivevate. Voi siete stato creato. Esiste un’ In¬ telligenza più potente della nostra ; ed è solo per mezzo di quest’ Intelligenza che voi vivete. » Noi lottiamo per com¬ prendere queste cose e non possiamo — non possiamo per¬ chè queste cose non essendo vere, sono cosi, di necessità, incomprensibili. Non esiste un essere pensante che, ad un certo punto luminoso della sua vita di pensiero, non si sia sentito per¬ duto fra quel caos di futili tentativi per comprendere o cre¬ dere che vi esiste qualche cosa più grande della sua pro¬ pria anima. La più profonda impossibilità di un'anima a sentirsi inferiore di un'altra; l’intensa e opprimente insoddi¬ sfazione e ribellione del pensiero; — queste non sono, colle onnipotenti aspirazioni alla perfezione, queste non sono che le lotte spirituali, che coincidono colle lotte materiali verso 1’ Unità originale — sono, almeno per la mia mente, una specie di prova che sorpassa di molto ciò che l’Uomo chiama la dimostrazione che nessuna anima è inferiore ad un’altra — che non vi è, e non vi può essere, niente di superiore ad un’anima qualunque — che ogni anima è, in parte, il proprio Dio — il proprio Creatore: — in una parola, che Dio — il Dio materiale e spirituale — non esiste ora che nella Materia e nello Spirito diffusi nell’Universo; e che la concentrazione di questa Materia e di questo Spirito diffusi non saranno che la ricostituzione del Dio puramente Spi¬ rituale ed Individuale. Da questo punto di vista, e solo da questo punto, noi comprendiamo gli enigmi dell’ Ingiustizia Divina — del Fato Inesorabile. Soltanto da questo punto di vista diviene com¬ prensibile 1’esistenza del Male ; anzi da questo punto di vista diviene più che comprensibile — diviene sopportabile La nostra anima non si ribella più contro un Dolore che noi stessi abbiamo imposto a noi stessi, per compimento dei nostri disegni — con uno scopo — per quanto futile esso sia — di estendere la nostra Gioja. Ho parlato di Memorie che c’incalzano durante la nostra Gioventù. Esse talvolta ci perseguitano anche nella nostra Virilità : — assumono gradatamente forme sempre meno indefinite: — di tanto in tanto ci parlano a bassa voce e dicono : « Vi fu un’epoca, nella Notte dei Tempi, in cui esistette un Essere immortale — uno solo di un numero assoluta- mente infinito di simili Esseri che popolano il dominio as¬ solutamente infinito dell’assolutamente infinito spazio. Que¬ st’Essere non ebbe e non ha il potere — più di quello che