Pagina:Poe - Eureka, 1902.djvu/35

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EUREKA 35 contare e pesare tutti gli atomi dell’ Universo e definire la posizione precisa di ognuno in un momento particolare.!^ mi avventurassi a spostare, anche della billionesima parte di un pollice, il microscopico granello di polvere che è ora sulla punta del mio dito, quale sarebbe il carattere di que¬ st’atto al quale mi sono avventurato? Ho fatto un atto che devia la Luna dal suo cammino, che costringe il Sole a non essere più il Sole e che altera per sempre il destino delle innumerevoli miriadi di stelle che girano e brillano davanti alla maestosa presenza del loro Creatore. Idee simili — concezioni come queste —"pensieri che non son più pensieri — fantasticherie dell’anima piuttosto che conclusioni o anche considerazioni dell’ intelletto : idee simili, ripeto, sono le sole idee che noi possiamo sperare di concepire utilmente, durante tutti gli sforzi per afferrare il grande principio àeV Attrazione. Ma ora con idee simili — con simili visioni ben chiare nella mente sulla meravigliosa complessità dell’Attrazione — una persona, dedita alla riflessione, si applichi, in un argomento come questo, al compito d’ imaginare il principio dei fenomeni osservati — la condizione da cui essi derivano. Una fratellanza così evidente tra gli atomi non indica forse un’ origine comune ? Una simpatia cosi trionfante, cosi indistruttibile e tanto perfettamente indipendente, non suggerisce l’idea di una paternità comune, di una comune sorgente? Un estremo non spinge forse la ragione verso l’altro estremo? L’infinito nella divisione non si riferisce forse all’assoluto nell’individualità ? L’integrità del com¬ plesso non suggerisce forse l’idea della perfezione del sem¬ plice ? Non è già che gli atomi, come noi li vediamo, siano divisi o siano complessi nei loro rapporti — ma è che sono inconcepibilmente divisi ed ineffabilmente complessi: è al¬ l’estremo delle condizioni a cui io alludo pra più tosto che alle condizicmi stesse. In una parola non è forse perchè gli atomi erano in un’ epoca molto remota anche qualcosa più che gruppi — non è forse perchè originariamente e quindi normalmente essi erano Uno — che ora in tutte le circo¬ stanze — in tutti i punti — in tutte le direzioni — per tutti i modi di avvicinamento — in tutti i rapporti e attraverso a tutte le condizioni — essi lottano per ritornare verso questa assoluta indipendente ed incondizionata unità ? Qualche persona può qui domandare : « Perche non tro¬ viamo e non definiamo noi l'Attrazione — giacché è per ri¬ tornare a quest 'Unità che gli atomi lottano — « come una tendenza puramente generale verso un centro ? » perchè, specialmente, i vostri atomi — gli atomi che voi affermate essere stati irradiati da un centro — non procedono subito rettilinearmente di nuovo al punto centrale della loro ori¬ gine ? v