Pagina:Poe - Eureka, 1902.djvu/37

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EUREKA 37 un’ intuizione irresistibile, io percepisco che 1' Unità è stata la sorgente del fenomeno, già osservato, della gravitazione di Newton. Cosi, secondo le scuole, io non provo nulla. Cosi sia. — Io intendo soltanto di suggerire — e di convincere per mèzzo del suggerimento, lo sono superbamente conscio che esistono molli dei più profondi e più cautamente sagaci intelletti umani, i quali non possono fare a meno di essere pienamente soddisfatti dei miei — suggerimenti. A questi intelletti — come al mio — nessuna dimostrazione matematica avrebbe potuto portare la minima vera prova addizionale della grande Verità che io ho comunicato — la verità dell' Unità Originate considerata come ìa sorgente — come il principio dei Fenomeni Universali. Per mia parte io non sono tanto sicuro di parlare e di vedere — non sono tanto sicuro che il mio cuore batta e che la niia anima viva — che domani il Sole spunti — probabilità che sta ancora nel futuro — io non pretendo neppure di essere una millesima parte tanto sicuro di tutto ciò — quanto lo sonò del Fatto irreparabilmente passato che Tutti gli Esseri e Tutti i Pensieri degli Esseri, con tutte le loro ineffabili Molteplicità di Rapporti, vennero ad un tratto alla luce dalla primordiale e indipendente Unità. Riguardo alla legge di gravità Newtoniana, il dottor Ni- chol, l'eloquente autore dell’« Architettura dei Cieli », dice : — « In verita noi non abbiamo nessuna ragione di supporre che questa grande Legge, come ci è stata rivelata, sia la più semplice e definitiva forma, quindi più universale e più comprensiva di un grande Ordinamento. Il modo con cui la sua intensità diminuisce coll’elemento della distanza non ha l'aspetto di un principio definitivo; il quale ammette sempre la semplicità di quegli assiomi evidenti per sè stessi che costituiscono la base della Geometria. » Ora è perfettamente vero che i « principi definitivi », nel comune significato delle parole, ammettono sempre la semplicità degli assiomi geometrici, (poiché delle cose « evidenti per sè stesse » non esistono), ma è chiaro che questi principi non sono definitivi; in altri termini: ciò che noi siamo abituati a chiamare principi, non spno principi propriamente parlando — giacché non vi può essere che un solo principio, la Volontà di Dio. Noi non. abbiamo, dunque, nessun diritto, da ciò che abbiamo osservato, di supporre negli ordinamenti che vogliamo follemente chiamare « principi ». checchessia che assomigli alle caratteristiche di un principio propriamente detto. I « principi definitivi » che il dottor Nichol dice di una semplicità geometrica, possono avere ed hanno quest’aspetto geometrico, facendo parte integrante di un vasto sistema geometrico, vale a dire di un sistema di pura semplicità —> in cui tuttavia il vero principio definitivo è, come noi sappiamo, rea¬