Pagina:Poe - Eureka, 1902.djvu/4

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4 ai lettori

tive alla Society Library di Nuova York il giorno 9 gennajo 1848, due anni circa prima della sua morte.

Discernere l’estetica sottile e perfetta di questo poema ci porterebbe troppo lontano, ma non sarebbe forse inutile per invogliare i lettori a superare certe pagine, in cui l’autore, sfidando le difficoltà più irte dell’astrazione, si perde come nelle nuvole tanto si eleva al disopra della volgarità. Riassumere in poche righe il grande poema sarebbe una profanazione. L’argomento è nientemeno che «l’Universo fisico, metafisico e matematico, l’Universo materiale e spirituale, la sua essenza, la sua origine, la sua creazione, il suo destino». Dalla creazione della materia cosmica nello stato perfetto di semplicità, l’unità originale delle cose si eleva alla infinita molteplicità delle relazioni; quindi la teoria degli assiomi, la teoria dell’astrazione e della repulsione universale, la teoria nebulare di Laplace, la teoria elettrica ed ottica, la teoria dell’etere, le leggi di Keplero, di Newton, di Bode, di Humboldt, di Bessel, la legge della periodicità, la critica ai sistemi filosofici di tutti i più grandi pensatori dell’antichità, la teoria dell’istinto analogico, simmetrico e poetico sono dominate con tale sicurezza e personificate con tanta fantasia, che allo spirito stupefatto del lettore si rivela quasi più visibilmente la grande macchina infinita dove «lo spazio ed il tempo sono la stessa cosa», dove «il semplice spostamento di un atomo cambierebbe il movimento della luna e del sole e di tutto l’Universo, e dove, secondo una frase sublime del poeta, «il Corpo e l’Anima camminano tenendosi per mano», dove tutto è Vita, Vita nella Vita, la minore nella maggiore e tutto nello Spirito di Dio».

Una incontestabile originalità letteraria e scientifica penetra tutto il poema e uno spirito arcano di misticismo ne costituisce il magnifico ritmo. L’opera si eleva sopra una solida base di assiomi, di cause e di premesse scientifiche, poi si svolge con una rete di ragionamenti sottilissimi, di intrighi abilmente sinuosi, riposa in amplificazioni sapienti, corre su piste laterali apparentemente devianti, si estende con accumulamenti bizzarri e apparentemente insolubili