Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/324

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318 poemetti allegorico-didascalici

CLXXIV

La Vecchia.

     «Chi ’l su’ amico non pensa di pelare,174-1
infin ch’egli aggia penna in ala o in dosso,
e che d’ogn’altro bene e’ sia sí scosso
4ched e’ non si ne possa mai volare,
quella cotal dovria l’uon mareggiare;
ché quanto ch’ella costa piú di grosso,
piú fia tenuta cara, dir lo posso,
8e piú la vorrá que’ tuttor amare.
     Ché tu non pregi nulla cosa mai
se non è quel che tu n’avra’ pagato:
11se poco costa, poco il pregerai;
e quel che ti sará assai costato
a l’avvenante caro il ti terrai,
14con tutto n’aggie tu ben mal mercato.»

CLXXV

La Vecchia.

     «E al pelar convien aver maniera,
sí che l’uomo avveder non sin potesse
che tutto in pruova l’uon glile facesse:
4forse ch’e’ volgeria la sua bandiera.
Ma faccia sí la madre o ciamberiera,
od altri in cui fidar ben si potesse,
che ciascuna di lor sí gli chiedesse
8paternostri o coreggia od amoniera.
     Ancor la cameriera dica: ‘Sire,
a questa donna una roba bisogna,
11ma sí vi teme che nol v’osa dire.
Gran danno le’ ha giá fatto vergogna,
ma vo’ sí nol dovreste sofferire!
14Non ha dove le carni sue ripogna’.»