Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/50

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44 poemetti allegorico-didascalici

     1400per salvar lo gostaro.
Però in ogne lato
ti membri di tuo stato,
e spendi allegramente,
e non vo’ che sgomente,
     1405se piú che sia ragione
despendi ale stagione;
anz’è di mio volere
che tu di non vedere
t’infinghe ale fiate,
     1410se danari o derrate
ne vanno per onore:
pensa che sia ’l migliore.
E se cosa adivenga
che spender ti convenga,
     1415guarda che sia intento,
sí che non paie lento;
ché dare tostamente
è donar doppiamente,
e dar come sforzato
     1420perde lo don e ’l grato,
ché molto piú risplende
lo poco chi lo spende
tosto e a larga mano,
che que’ che da lontano,
     1425e tardi, e con durezza
dispende gran ricchezza.
Ma tuttavia ti guarda
d’una cosa che ’mbarda
la gente piú che ’l grado:
     1430ciò è gioco di dado.
Ché non è di mia parte
chi si gitta in quell’arte,
anz’è disviamento
e grande strugimento.
     1435Ma tanto dico bene,