Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/92

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86 poemetti allegorico-didascalici

mi son penitenzato,
e sonne ben confesso,
     2890e prosciolto e dimesso,
io metto poca cura
d’andar ala Ventura.

XXII

Cosí un dí di festa
tornai ala foresta,
     2895e tanto cavalcai,
che io mi ritrovai
una diman per tempo
in sul monte d’Olempo
di sopra in sula cima.
     2900E qui lascio la rima
per dir piú chiaramente
ciò ch’io vidi presente.
Ch’io vidi tutto ’l mondo,
sí com’egli è ritondo,
     2905e tutta terra e mare,
e ’l fuoco sopra l’are;
ciò son quatro alimenti,
che son sostenimenti
di tutte creature
     2910secondo lor nature.
Or mi volsi da canto,
e vidi un bianco manto
cosí dala sinestra
dop’una gran ginestra.
     2915E io guatai piú fiso,
e vidi un bianco viso
con una barba grande,
che sul petto si spande.
Ond’io m’asicurai,