Pagina:Poemi (Byron).djvu/110

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
108 il corsaro

Il curvo dorso, e il roco augèl marino
Apre l’acuto rostro, e il dissonante
Suo grido innalza a salutar chi torna.
Vivace intanto fantasìa dipinge
Al rèduce nocchiero i fidi amici
Tra le fulgide grate, ridestanti
Le lampadi .... Oh chi santa può la gioja
De’ Lari far, più de lo sguardo lieto
Che la Speranza cupida vi manda,
Dal periglioso Ocëano spumante!....

XIX.

Alto risplende il faro, ed ogni casa,
Ed ogni pergol sommo. Di Medora
Cerca ansioso la torre, e la ricerca,
Ma invan Corrado; strano inver! fra tante,
Buja solo è quest’una;.... eppur l’amico
Segno mai non mancò! Velato forse,
Non estinto or sarà.... Sul primo schifo
Scende, e volge a la riva, i non ben presti
Remi guatando impazïente. Oh, vanni
Chi di falco gli porge, chi di strale
Or volo, deh! perchè ei più ratto salga
A la cima diletta! I remiganti