Pagina:Poemi (Byron).djvu/131

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il giaurro 127

Ospite quasi, il reo Pirata asconde.
Dietro lo scoglio protettor s’appiatta
40L’infida barca ad esplorar se passi
La pacifica prora, e quando il gajo
Liuto del nocchier3 odesi, e l’astro
De la sera sfavilla, allor furtivo
Il notturno ladron, dal fosco lido
45Con insidioso remigar sul misero
Si getta, e il suo cantar volge in lamento.
Strano destin! Là ’ve natura gode,
Per gli Iddii come, schiudere un soggiorno,
Ove ogni incanto, ed ogni grazia aduna
50In fortunato Eliso, ivi si pasce
L’uomo più di sventura, e il dolce loco
Cangia in deserto, e pari a bruto abbietto
Calpesta il fior, ch’a la sua fronte mai
Stilla non chiese, nè a la man fatica,
55Onde sbucciar su la fatata zolla,
E perch’egli non sudi, e non s’affanni,
Volontario germoglia, e dolcemente
Implora sol che non l’uccida!.... Strano
Destin! ’Ve tutto è pace intorno,
60L’orgogliosa passion, ivi più freme,
E ogni tristo desìre, e la feroce
Rapina impera, e di tenèbre sparge