Pagina:Poemi (Byron).djvu/135

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il giaurro 131

Inesorabil tolta ha la colonna,
Han monumento ben più eccelso; i monti
Della terra natìa! Quivi, allo sguardo
140De lo straniero vïator, le fosse
Mostra de’ forti, che perir non ponno
La musa tua!.... Lungo a ridir, e mesto
Fora ogn’orma calcar, ch’a la sventura,
Da lo splendor ti trasse; oh, a te sol basti,
145Che nemico lontan, unqua abbattuta
L’alma tua non avrìa, se a lui d’innanzi
Non ti prostravi tu.... cedesti? Via -
Facil n’ebber così, schiavi, e tiranni.
Or, che mai dir potrà chi sul tuo lido
150Va peregrino? Non leggenda ascolta
Degli antichi tuoi fasti, e non subbietto
Porgi a la Musa più, perchè sublime
Poggi, siccome allor poggiò tua Musa,
Quando l’uom degno del tuo Ciel crescea.
155I generati di tue valli in seno,
Ardenti cor, i feri spirti audaci,
Che i figlj tuoi lasciar potrieno a giorni
Di gloria, e di valor, son da la culla
Schiavi tratti al sepolcro, a tutto sordi,
160Tranne a delitto, schiavi sì.... di schiavo!
In quanto lezzo, di che mai polluta