Pagina:Poemi (Byron).djvu/161

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il giaurro 157

Scoverse il tristo don.... Angiol di morte!
È il rosseggiante suo Caftan!.... D’Hassano
È il lacero Calpak 19!.... È il suo turbante
Diviso e pesto!....» A fatal sposa, o Donna,
745» Il figlio tuo n’andò! Me lasciâr salvo,
» Per pietà nò, ma perchè il mesto pegno
» A te recassi.... Pace sia col prode
» Che insanguinato cadde!.... Affanno, al crudo
» Giaurro!.... Ei l’atterrò!....    *     *     
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Su rozza pietra
750Un turbante scolpito,20 una colonna
Di folt’erbe selvaggie ricoperta
Sì, che mal cerchi del Koran le incise
Parole, onde confortasi l’estinto,
T’additan dove in la solinga valle
755Vittima cadde Hassan. Ei lá sen’ giace,
Fido Osmanlì, quant’altri mai ch’a spregio
Ebbe il nappo vietato, e le ginocchia
A la Mecca piegò; quant’altri mai
Pregò all’arca rivolto, e all’orizzonte,
760Del solenne Allàh-ù 21 ridesto al canto;
Ed ei là cadde da straniera mano
Sul natìo suol trafitto, e là perìo