Pagina:Poemi (Byron).djvu/31

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il corsaro 29

Arde, qual fiamma languida445
Eterna, sepolcral,
Cui di sventura soffio
Ad offuscar non val;
Invan speranza l’agita,
Brillar non dee mai più;450
Oh mai sì fioco, e inutile
Il raggio suo non fu!

Di me sovvienti; al tumulo
Ti guidi almen pietà,
E non partirne immemore455
Di chi ne l’urna sta.
La fredda spoglia esanime
D’obblìo non ricoprir;
Pensar che il possa è barbaro,
È orribile martìr.460

Odi, amoroso, e flebile
Estremo supplicar;
Vieni con una lagrima
Quel cenere a bagnar.
Di più non chieggo; è piangere465
Virtù, chi più non è;
Fia primo, ultimo, ed unico
Premio di tanta fè!.....