Pagina:Poemi (Byron).djvu/42

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40 il corsaro

» E il mio cappotto, «E, in men ch’ei chiede, cinta
L’una a manca ben salda, e steso l’altro
Su l’omero si vede» Or Pietro vegna!....»
E giunge tosto; a lui come ad amico
Cortesemente inclinasi Corrado,
E » leggi, dice, questo foglio, e il serba,
» Sonvi parole d’alta fede; addoppia
» D’ogni intorno i custodi, e quando Anselmo
» Tocchi la riva, questi cenni miei
» Abbiasi ei pur.... Se m’è propizio il vento,
» Tre dì, Giovanni! e splenderà sul mio
» Ritorno il Sol.... Teco sia pace intanto!....
La man stringe al pirata, ed orgoglioso
Ne la barca si slancia.
Ecco già il remo
Percote, e fende la fosforic’onda,2
Sì che ne desta scintillante, e lunga
Striscia di luce. Ecco all’altero pino
Giugne lo schifo; su la tolda è sorto
Il feroce Corrado; ode l’acuto
Fischio d’intorno sibilar; per tutto
Mira le braccia affaccendarsi, e pronta,
E docile, al timon ceder la prora;
Vede l’ardita ciurma, e se n’allegra,
E lodi imparte. Ma il superbo sguardo