Pagina:Poemi (Byron).djvu/72

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70 il corsaro

» È l’abisso in cui stommi, che più basso
» Cader non temo.. .. Deh, il tentar che giova!
» I tuoi giorni avventuri, e me conforti
» Sol colla speme di fuggir, chi omai
» Più combatter non posso.. .. E, qual mi vedi
» A vittoria incapace, io sol, fra tanti
» Che perîro per me, sol io, la morte
» Dovrò temer?.... Ma, ahi! sulla terra è cosa
» Da la memoria mia non mai disgiunta,
» Cara sì che mi chiama ad ogni istante
» Fero il pianto sul ciglio!.. .. La mia nave,
» La mia spada, il mio Nume, e l’amor mio
» Sul cammin de la vita eranmi guida;
» Abbandonai ne’ più verd’anni il Cielo,
» Così or ei m’abbandona; è de’ suoi sdegni
» Ministro l’uomo ond io son vinto, e prece
» Mandar non oso, cui dal sen mi tragga
» Duol disperato;.... fora nuovo oltraggio!....
» Respiro, e soffro, a più soffrire ho forza,
» E basta!.... Il ferro mi strappâr; più fido
» Unqua non fuvven’, ma l’indegna mano
» Stringer nol seppe assai! Va del nemico
» Preda il mio legno, o naufrago per l’onda;
» E l’amor mio!.... Deh, per lei sol mia voce
» Possa lassuso alzarse! Oh! è pur colei