Pagina:Poemi (Byron).djvu/85

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il corsaro 83

                              » E ancor tacete?
» Nè udrovvi alfin?.... tacete sì,.... non sfugga
» Dai vostri petti un sol sospiro;.... tutto,
» Tutt’io già sò! .... Chieder vorrei.... ma.... oh dio!
» Chieder non posso, ... sol mi dite.... pronti...
» Ov’ei giace....» —
            » N’è ignoto; a stento, o donna
» Scampar potemmo; un sol di noi t’accerta
» Ch’ei non perì.... Incatenato il vide
» Sanguinoso, ma vivo....»
                      Ode, e ode assai;
Più non resiste,.... palpita ogni vena,...
S’offusca ogni pensier,.... traballa,....cade!....
Ad altro avello l’ insensibil flutto
Quasi l’invola; ma le rozze mani
Stendon que’ lagrimosi, e la morente
Guancia le irroran di marino spruzzo;
La sollevan, sostengonla, le ancelle
Destano quinci, e in atto di pietate
Quindi a lor l’accomandano. D’Anselmo
Poi rittraggonsi all’antro, il fero caso
A raccontarne; lunga storia ognora,
Quando breve è il trionfo....