Pagina:Poemi (Byron).djvu/86

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84 il corsaro

IV.

                              Nel feroce
Consesso allora mille strani, ardenti,
Sorgon consiglj; pe’ suoi dì riscatto,
Salvezza, o sangue, o orribile vendetta,
Non riposo, non fuga; intorno freme
Lo spirto di Corrado; ei costor crebbe
Ai periglj, alle imprese; a questi petti
Ei vieta il disperar; vivo il trarranno,
O estinto il placheran; tremi il nemico;
Restano pochi è ver, ma fidi i cori,
E le destre han possenti!....

V.

In suo segreto
Harem siede il Pascià; torvo, severo,
Meditando il destin del suo cattivo;
Alterno è in lui pensier d’odio, e d’amore,
Ch’or di Corrado la prigion gli addita,
Or Gulnara gli mostra. Amabil schiava!
Giace a suoi piedi, e ’l volto suo contempla
E a serenar l’ottenebrato spirto,
E di soave affetto in traccia, ansiosi