Pagina:Poesie (Carducci).djvu/1005

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rime e ritmi 979

Pelmo a l’atto e Antelao da’ bianchi nuvoli il capo
          grigio ne l’aere sciolgono,
come vecchi giganti che l’elmo chiomato scotendo
          60a la battaglia guardano.

Come scudi d’eroi che splendon nel canto de’ vati
          a lo stupor de i secoli,
raggianti nel candore, di contro al sol che pe ’l cielo
          64sale, i ghiacciai scintillano.

Sol de le antiche glorie, con quanto ardore tu abbracci
          l’alpi ed i fiumi e gli uomini!
tu fra le zolle sotto le nere boscaglie d’abeti
          68visiti i morti e susciti.

— Nati su l’ossa nostre, ferite, figliuoli, ferite
          sopra l’eterno barbaro:
da’ nevai che di sangue tingemmo crosciate, macigni,
          72valanghe, stritolatelo — .

Tale da monte a monte rimbomba la voce de’ morti
          che a Rusecco pugnarono;
e via di villa in villa con fremito ogn’ora crescente
          76i venti la diffondono.