Pagina:Poesie (Carducci).djvu/455

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giambi ed epodi 429


Quanti storici gradi di peccato
Occorron dunque, dite in vostra fe’,
Per poter la camicia di bucato
16Porger la mane al dormiglioso re?

Per quante aule di barbari signori
Vigilate dal pubblico terror
Bisogna aver contaminato i cuori
20Ed i ginocchi, e quante volte ancor

Rinnegata la misera latina
Patria e del suo comun le libertà,
Per poter di diritto a la regina
24Tener la coda quando a messa va?

Oh non per questo dal fatal di Quarto
Lido il naviglio de i mille salpò,
Né Rosolino Pilo aveva sparto
28Suo gentil sangue che vantava Angiò.

Ma voi da l’arche, voi da gli scaffali,
Invidïando a i vermi ombra e sopor,
Corna di cervi e teschi di cignali
32Ed ugnoli d’arpie mettete fuor;

Ed a gli scheltri de le ree castella
Che foscheggian pe ’l verde ermo Apennin,
Poi che l’austero e pio Gian de la Bella
36Trasse i baroni a pettinare il lin