Pagina:Poesie (Monti).djvu/72

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56 IN MORTE DI UGO BASSVILLE

Allor che vide la ruina e il brutto
     110Oltraggio la francese anima schiva1,
     Non tenne il ciglio per pietade asciutto;
Ed il suo fido condottier seguiva
     Vergognando e tacendo, infin che sopra
     Fur di Marsiglia2 alla spietata riva.
115Di ferità3, di rabbia orribil opra
     Ei vider quivi, e Libertà che stolta
     In4 Dio medesmo l’empie mani adopra.
Videro, ahi vista!, in mezzo della folta5
     Starsi una croce col divin suo peso
     120Bestemmiato6 e deriso un’altra volta,
E a piè del legno redentor disteso
     Uom coperto di sangue tuttoquanto,
     Da cento punte in cento parti offeso.
Ruppe a tal vista in un più largo pianto
     125L’eterea pellegrina7; ed una vaga
     Ombra cortese le si trasse a canto.
Oh tu cui sí gran doglia il ciglio allaga,
     Pietosa anima, disse, che qui giunta
     Se dove di virtude il fio si paga,
130Sòstati8 e m’odi. In quella spoglia emunta
     D’alma e di sangue (e l’accennò), per cui
     Sí dolce in petto la pietà ti spunta,
Albergo io m’ebbi: manigoldo fui
     E peccator; ma l’infinito amore
     135Di quei mi valse che morí per nui.
Perocché dal costoro empio furore
     A gittar strascinato (ahi! parlo o taccio?)9
     De’ ribaldi il capestro al mio Signore,
Di man mi cadde l’esecrato laccio,
140E rizzârsi10 le chiome, e via per l’ossa

    che non volle arrendersi se non quando fu sopraffatta dalla forza. Fu poi ceduta alla repub. di Genova nel 1 giugno 1801.

  1. schiva: pudica.
  2. Marsiglia: città marittima nel mezzodì di Francia.
  3. Di ferità ecc.: «Tra le molte scelleraggini nella Francia commesse prima della morte di Bassville, quella per private lettere e pubblici avvisi fu divulgata, che nel Marsigliese una turba di miscredenti spingesse tant’oltre l’odio suo contro la cattolica religione, che volle costringere il carnefice ad impiccare l’immagine di Gesú Cristo, e che, inorridendo egli di prostarsi a tanta empietà, fosse da coloro barbaramente trucidato». Mt.
  4. In: contro.
  5. folta: folla. Ariosto XVI, 49: «E dove la più stretta e maggior folta Stiparsi vedo, impetuoso assale».
  6. Bestemmiato ecc.: Dante Purg. xx, 88: «Veggiolo (Cristo nella persona del pontefice) un’altra volta esser deriso; Veggio rinnovellar l’aceto e il fiele, E tra nuovi ladroni esser anciso».
  7. L’eterea pellegrina: l’anima di Bassv.
  8. Sòstati: fermati. Cfr. Dante Inf. xvi, 8. — spoglia: ciò di che altri è spogliato, e quindi anche il corpo. Petrarca P. II, son. 33: «al ciel nuda è gita, Lasciando in terra la sua bella spoglia». — emunta ecc.: priva di vita.
  9. ahi! parlo o taccio?: Virgilio En. III, 39: Eloquar, an sileam?
  10. E rizzârsi ecc.: Virgilio En. III, 48: