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Pagina:Poesie greche.djvu/46

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     Con me festevole
     Innalza un canto,
Pane, che giubili
     Al cantar mio.
     Abbiam vittoria,
     Giusta il desio.
Certame diedero
     Vittorïoso
     Gli Dei con Pallade
     In sul Pandroso.




Pluto[1] cieco, nè tu in terra,
     E nè pur sovresso il mare,
     Nè pel mondo avresti a errare,
     Ma te il Tartaro e Acheronte
     Abbia, autor di danni e d’onte.




D’Admeto, o amico,
     Impara il detto.
     Il buono siati
     Sempre diletto.


  1. Dio della ricchezza, cieco, diverso da Plutone.