Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/125

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della ragion di stato - iv 119


e di Israel (nel primo de’ Re al capo dodicesimo). In Ispagna nel principio dell’imperio di Carlo quinto per tale occasione vi furono pericolosissimi movimenti, come scrive il Giovio nella vita d’Adriano sesto. Ed in Guascogna sotto Enrico secondo, come scrive il Belaio.

Avvertirassi nella distribuzione degli onori e dignitá non tralasciare i degni e meritevoli: perché questi tali, come che siano di grande spirito accompagnato sempre con ambizione, vedendosi anteposti uomini di condizione di gran longa inferiori, tumultuano, e sono facili a movere e compire sedizioni e mutazioni di forma di republica; e per il contrario vedendo la plebe esser impiegate tali dignitá in uomini di eccellenti qualitá ed eminenti, per ambiziosa che sia, si acquieta. Esempio ne sia la plebe romana, che ambiziosa pur di aver rautoritá di elegger i tribuni, ottenutala pure e quasi per forza, quando i patrici pensarono che non dovesse il popolo eleggere se non plebei, elesse tutti i tribuni dell’ordine patricio, contento dell’autoritá dell’eleggere.

Spesse volte ancora avviene che nei grandi e generosi, o per paura di esser abbassati e depressi, o per paura di esser castigati per qualche eccessivo delitto, viene lor pensiero di ribellarsi dalla patria e di mutar forma di republica. Esempio del primo ci sia Giulio Cesare, che dubitando che se, licenziato l’esercito, privato fosse andato in Roma, da’ suoi nemici potentissimi fusse oppresso, mutò la republica sua in monarchia. Del secondo èvvi l’essempio di Catilina e Lentulo, che per paura d’esser castigati degli eccessi e sceleraggini commesse, tentarono di distruggere la republica romana; e Pericle, il qual, per aver male speso il denaro publico, dubitando d’esser castigato nella testa, mosse e concitò la guerra del Peloponeso, con la quale rovinò la sua patria Atene. Il rimedio sará, considerate le occasioni, e conoscendo i troppo alti pensieri di tali uomini, o acquetarli se sono buoni cittadini, onorandogli con dignitá, avendogli però sempre gli occhi addosso, e considerando tutti i suoi andamenti: o subito opprimerli e castigarli.

Nella politía commune non è cosa che apporti piú pericolo