Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/198

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192 anton giulio brignole sale


Il mostrarsi prezzatore ingordo di una cosa, fa che chi l’ha in mano tienlasi ben cara: fingi non curarla, ed egli, quasi vaglia poco, te la gitta appresso, o ti fa prieghi perché l’accetti. Ed io certamente esaminando alcuna volta tutto stupefatto, come una reina lá nell’Ariosto, benché preveduta di un marito, che sarebbe parso bello anche nel paradiso, nondimeno corra spasimata dietro un nano brutto come il buco dove baciano le streghe, non ne so trovar piú vera, quanto, che il consorte l’obbligo del matrimonio rende sempre presto e liberale a’ suoi voleri, ma dall’altro canto

sol per non starsi in perdita d’un soldo
a lei nega venire il manigoldo,

ed ella dal rifiuto piú invitata dietro gli corre.

Trovasi una certa guisa di silenzio molto piú efficace di ogni diceria ben lunga. Quel digitulus di cui parla Cicerone, piú stendeasi a dar la spinta agli animi che non istende il Cencio la sua stoccata. Ed io ne’ miei giorni ho visto dal predicator rinomatissimo Campana risvegliarsi assai maggiori applausi nelle turbe con un tacito suo spasseggiar pel pulpito, scotendo il braccio, che col suono della voce, ancorché piú sonora e armoniosa del suo cognome. Un lungo punto fermo a tempo piú racchiude in sé che la circonferenza lunga di un gran periodo. Metti un poco insieme i panegirici fatti a Traiano da Plinio, ed a Pompeo da Cicerone, e a Luigi re di Francia di oggidí dall’ammirabil Pétiot: e dimmi, se son muti in paragon di quello, che fa Cesare a se stesso col famoso veni, vidi, vici, che uom roman di cuore fa spartano nella favella. Chi si fosse ritrovato lá sul Faro, quando la famosa meretrice e Marcantonio litigaron co’ banchetti il titolo di regalatore, dopo di aver visto sulle mense del roman degenerante non mancar di quanto vive sotto il cielo, fuorché l’uccel proprio del paese ove erano, se veduto avesse poscia nel convito di Cleopatria sopra angusta mensa altro non imbandirsi, che parchissime vivande, degne di un Romano antico, piú che di un moderno, certamente avrebbe condannato in fretta in fretta la