Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/34

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28 ludovico zuccolo


qualsivoglia costituzione di republica, qualunque ella si sia. Que’ mezzi dunque, i quali sono opportuni per istituire o per conservare il regno, si diranno di ragione di stato regio; e quei che sono utili per introdurre o per conservare la forma tirannica, si chiameranno di ragione di stato tirannico, ed il simile possiamo discorrere per tutte l’altre spezie di governo. Però, se buona sará la forma della republica, giusta sará la ragione di stato che la risguarda; e, se la forma della republica sará mala, ingiusta doverá dirsi la ragione di stato, ch’a quella è indirizzata. Perché, dunque, la forma della republica veneziana è buona, il procurar che gli onori si compartano con tal misura che gli onorati si ammirino tra gli altri, né possano sopra gli altri insuperbirsi gran fatto, e il fare un prencipe che in apparenza tenga maestá di re e in fatto sia poco piú che un semplice senatore, i quali sono istituti accomodati al mantenimento di quella forma, non si possono se non lodare ed ammirare. Dall’altra parte, perché il governo del turco è tirannico, le regole di ragione di stato, delle quali si serve, come l’opprimer la nobiltá, il togliere i figli ai propri padri per allevarli a suo gusto, il privar le cittá di consigli e di senati, sono perverse e inique. Però, benché sieno utili a chi regge, sono, come ingiuste e ree, dannose ai popoli soggetti. Non è tuttavia inconveniente che a governo pravo si addatti talora alcuna regola di ragione di stato non perversa. Perché anco l’iniqua costituzione della republica non è priva in tutto di qualche scintilla di bene. Ma ne’ governi retti gl’istituti di ragione di stato del pari sono utili a chi commanda e a chi ubbidisce, poiché all’uno arrecano onore, all’altro giovamento, e sicurezza a tutti due. Bene è vero che, quando chi regge sia uomo o mal pratico o poco avveduto, potrá bene spesso valersi di regole di ragione di stato non bene accommodate alla forma del suo governo. Ma questo è un non sapere accordare i mezzi col fine, e in conseguenza uno uscir fuori de’ limiti dell’arte, come farebbe colui il quale o non sapesse tagliar le scarpe che si addattassero al piede o non le sapesse cucire a proposito, che però o non calzolaio o mal calzolaio avrebbe a nominarsi.