Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/147

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il milione 133


case assai, ov’hae un cotal costume di maritare femmine com’io vi dirò. Egli è vero che niuno uomo piglierebbe una pulciella per moglie per tutto il mondo, e dicono che non vagliono nulla s’ella non è costumata con molti uomeni. E quando gli mercatanti1 passano per le contrade, le vecchie tengono loro figliuole sulle istrade e per gli alberghi e per loro tende, e stanno a dieci e a venti e a trenta; e fannole giacere con questi mercatanti, e poscia le maritano. E quando il mercatante hae fatto suo volere2, e’ conviene che il mercatante le doni qualche gioia, acciochè possa mostrare come altri hae avuto affare seco. E quella che hae piú gioie, è segno che piú uomeni sono giaciuti con essa, e piú tosto si marita. E conviene che ciascuna, anzi che si possa maritare, conviene che abbia piú di venti segnali a collo, per mostrare come molti uomeni abbiano avuto affare seco; e quella che n’ha piú, è tenuta migliore, e dicono ch’è piú graziosa che l’altre3. La gente è idola e malvagia, che non hanno per niuno peccato di far male e di rubare; e sono gli migliori ischerani del mondo. Egli vivono de’ frutti della terra e di bestie e d’uccelli. E dicovi che in quella contrada hae molte bestie che fanno4 il moscado. E questa mala gente hae molti buoni cani, e prendonne assai di queste bestie. Egli non hanno nè carte nè monete di quelle del Gran Cane, ma5 fannole da loro. Egliono si vestono poveramente, che ’1 loro vestire si è di canovacci e di pelle di bestie e di bucherani; e hanno loro linguaggio; e chiamasi Tebet. E questa Tebet è una grandissima provincia; e conterovvi brievemente, come voi potrete udire.

  1. Pad. o altri forestieri pasano... e i convien conzar le sue tende per albergar [presso della zita, castelle o ville...; e non oseraveno albergar dentro de quella terra perchè '1 non piaxe alla zente de quelle contrade]; e quando sono albergadi le (vechie) femene de quella [zita] castelle o ville, che ano le figliole grande e donzelle in casa, le menano a quelli forestieri a vinti (e a quaranta) al trato [secondo che eno i forestieri, si che zascuno á la soa]; e si li priegano che i le debiano tegnir con si...; gli forestieri tiem quelle che i voleno, ma non le oserave menar via in altro luogo.
  2. Berl. Pad. che i se voia partir... l’è de besogno che i ghe dona a quela femena con la qual i ano zaxudo alguna zoia over signal, el qual le possa mostrar, quando le se voi maridar, che le a abudo amator.
  3. Pad.Berl. * e trova piú tosto marito. E quando elle è maritate, li mariti le tenono sì care, che tropo avereve per male se uno tocasse so moier, onde de questo molto se guardano.
  4. 'Pad. il muschio, e sono apellati «guderi» .
  5. Fr. font monoie de sel.