Pagina:Pontano - L'Asino e il Caronte, Carabba, 1918.djvu/101

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Piric. — Eh! so che mestiere fanno... ma, a quel che vedo, non sono d’una sola nazione: questo è fiammingo, quello germanico, e in questo gruppetto parte sono d’Illiria, parte d’Italia... Oh!! quanti Spagnuoli!... e quanti Greci... Ce n’è di tutte le nazioni; e certamente son tanti, che di donne oneste sulla terra sarà molto difficile trovarne ancora! Su, garzoni miei! preparatemi quel bollo infuocato...

Merc. — E poi bollami anche costoro: sono pirati di Sardegna, di Sicilia, e dei Baschi di Spagna...

Piric. — A questi bisognerà anche tagliare il naso, dopo averli bollati in fronte?

Merc. — Certo; prepara il coltello. E voi a destra, costì! Questi son tutti di Francia: osti, cuochi, ingrassapolli, trombettieri, biscazzieri, ubriaconi... tutti con poco cervello.

Piric. — A questi mi par che si debba forare la gola, e conficcare un chiodo nel cervello...

Merc. — Ma se non ne hanno di cervello!... ficcaglielo nel ventre... Tutta questa moltitudine di gente da nulla non ha bisogno di bollo; io sceglierò fra essi soltanto qualcuno più degno di nota. Oh chi è questo sfacciato?... mi par di conoscerlo... To’! è quello scellerato di Pietro Bisuldunio1 spagnuolo. E quei due che cercano di nascondersi dietro di lui, coperti dallo zucchetto cardinalizio?... Oh li conosco questi fior di sacerdoti! L’uno è Ludovico Patriarca d’Aquileia, l’altro è il cardinale Samorense... Piricalco! a costoro imprimi a fuoco sulla chierica uno zucchetto di bronzo... ma che sia bene incandescente... A Bisuldunio taglierai le orecchie... Fa ogni cosa per bene: io vado là da Caronte, che mi fa di gran segni con le mani e col capo... Che cosa vorrà mai da me?


  1. Non forse Busuluniano?