Pagina:Pontano - L'Asino e il Caronte, Carabba, 1918.djvu/42

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l’asino 35

uscisse fuori dell’oro... É oro liquido quello che ho fra le dita... si fonde e si beve!... Bisogna sorseggiarlo a fior di labbra, e non buttarlo giù d’un sorso. Oh che delizia!... Tutta l’anima mi si concentra nell’olfatto e nel naso... Vedi? non è oro quello che indora il bicchiere?... Ho detto che l’anima mi si sdoppia? anzi mi s’intripla ad ogni sorso...

Oste. — Salute, mio triforme Gerione, ospite Atlantico!

Viagg. — E c’è da meravigliarsi se divento triplice, quando mi dai da bere di questo Centauresio?... se questa tua cantina mi par quella famosa Atlantide, l’isola dei Beati?

Oste. — Ah ah!... Assaggia un po’ anche questo... (gli si fa torto, a inghiottirlo da ingordi!)... Assaggialo a labbra strette... Questo è Fastiniano, puro Fastiniano! ultimo avanzo non solo di questa, ma di tutte le cantine della Campania... Lo devi quindi sorseggiare a poco a poco...

Viagg. — Non ci sarà poi da temere che questo tuo Fastiniano ci dia poi dei fastidi? sai che a me non piace il fasto... E questi tuoi avventori di stirpe Hibernica è gente che ha la superbia e il fasto fin nel naso...

Oste. — Non aver paura: è un Fastiniano amabile e ben costumato; ha in fastidio le risse; non ama che il sonno e un po’ di parlantina... Ma di grazia, come sai che questi sono d’Hibernia?

Viagg. — Anzi, sono diretti a Roma, venendo dalla più lontana Scozia...

Oste. — E perchè son venuti?

Viagg. — Per una certa loro ostinazione!... perchè non si volevano in nessun modo persuadere che il Romano Pontefice avesse dei figli. E così... han trovato il Papa in persona che, sopra il suo trono d’oro, presiedeva alle nozze di suo figlio; mentre la