Pagina:Pontano - L'Asino e il Caronte, Carabba, 1918.djvu/94

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il caronte 87

pala del tuo remo? Dunque, quando adoperi il remo ti servi di tre mani...» Sciocchezze da bambini! E invece sono vecchi e vogliono discutere della natura di Dio!... Ma ditemi: è possibile che i morti risorgano, come mi ha detto recentemente un tale, a cui avevo chiesto che cosa di nuovo recasse dal mondo? Io so che non ne ho mai riportato indietro nessuna di queste anime. O a voi n’è mancata forse qualcuna?

Eaco. — Lascia stare... lascia che lo credano! Ci sono tante cose misteriose che noi non sappiamo, nel mondo! Così si accresce la religione...

Car. — E allora non ne parliamo più. Ma io vorrei sapere come mai quel perfido tiranno, di cui parlavate pocanzi, non lo avete condannato a soffrire fra gli scellerati, e invece lo avete relegato solo, sull’altra riva.

Eaco. — Te lo dirà Minosse, che è quello che lo ha condannato.

Min. — Devi sapere che quel tiranno era stato in vita perfido, finto, crudele e rapace; e lo ha confessato da sè, senza bisogno di tortura. E giorno e notte non pensava ad altro che a seminare litigi, suscitare tumulti, far nascere guerre, o prolungare all’infinito quelle già sorte... E allora io ho avuto paura che venisse a metterci la discordia e la ribellione anche qui fra i Mani; e perciò credetti utile alla cosa pubblica, tenerlo lontano da tutto quanto il territorio che è cinto dal Lete; e l’ho relegato là fra le ombre erranti degli insepolti. Ma perchè anche là non seminasse litigi, ho fatto un editto che nessuno se gli possa accostare a dieci miglia.

Car. — Ben fatto, Minosse! Ma è poi vero che ogni sette giorni si cambia in rospo? e che dopo aver gracidato tutto il giorno, la sera viene un’idra