Pagina:Praga - Le madri galanti.djvu/28

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 28 —

mente al marito, dal barone Abati. Eh! sappiamo a che ci appigliamo noi, non è vero?

Salvi.

Questa volta per esempio vi siete appigliato ad un granchio: la contessa è una dama ammodo assai, e se vi frulla in cervello di tentar fortuna abbandonatene il pensiero.

Collalto.

Davvero? e siete anche voi di quelli che credono ch’io non possa avere mai fortuna colle dame? vedrete: vi proverò il contrario, e anche a spese di un marito.

Salvi.

E di una donna che comprometterete.

Collalto.

Tanto meglio — Gli è bene a forza di comprometterle queste signore che si diventa famosi con esse; e poi che colpa ne abbiamo noi s’esse son deboli.

Salvi.

(con ironia). Pure quando si è seducenti come voi un po’ di colpa si ha.

Collalto.

Certo, e mi vanto di averla. — Del resto se vi beffate di me perchè non ho barba sappiate che si può fare anche senza barba la conquista della contessa.

Salvi.

Quanto paghereste per averla?