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Pagina:Prato - Appunti di giurisprudenza bancaria in Inghilterra - 1899.pdf/18

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mente parlando si applicano ai chèques le regole che valgono per le cambiali pagabili a domanda. (73). Vi hanno però parecchie disposizioni speciali, e segnatamente:

Se un chèque non è presentato per il pagamento in tempo ragionevole (determinato in base alle consuetudini del commercio, alla natura dell’effetto ed alle circostanze della fattispecie) ed il banchiere su cui è tratto sospende i pagamenti, il traente è sciolto da qualunque responsabilità, ma il possessore ha diritto d’azione verso il banchiere per il ricupero della somma (74, 1, 2, 3).[1]

Il banchiere deve sospendere il pagamento di un chèque dietro ordine del cliente o dopo ricevuto avviso della morte di lui (75. 1, 2).[2]

Un chèque può essere incrociato generalmente e specialmente (76. 1, 2).[3]

Tale opera-
zione può farsi dal traente e dal possessore (77).

L’incrociamento costituisce poi una vera parte materiale del chèque; non può quindi nessuna persona cancellarlo od alterarlo (78). Quando un banchiere sul quale un chèque è tratto lo paga in buona fede senza negligenza ad un banchiere, se incrociato generalmente, ad un determinato banchiere, se è incrociato specialmente, egli avrà gli stessi diritti che gli competerebbero ove avesse pagato l’effetto al titolare (80).

Quando una persona prende un chèque incrociato che reca la formola: non negoziabile, egli non ha e non può comunicare all’effetto un titolo più efficace di quello che competeva alla persona dalla quale lo ebbe (81). Se però un banchiere riceva in buona fede e senza negligenza il pagamento per un cliente di un chèque





  1. Secondo questa teoria il chèque non è che una forma di lettera di cambio. In altri paesi però, retti secondo il sistema germanico o francese, ciò non può affermarsi. Cfr. per una larghissima, diligente e minuta esposizione di tutte le differenze relative Schuster, Art, cit. I, Journal, XIX, 22 sgg. Il codice italiano non riconosce all’assegno bancario o chèque la qualita di cambiale. Chiama chèque anche l’assegno tratto sopra un commerciante od una società commerciale (339-11). Il Vidari nota come le disposizioni della nostra legge sullo chéque non rappresentano ancora la perfezione ma sono però già assai pratiche ed opportune. Cfr. Op. cit. VIII, 35 sgg. Per le qualità ed i requisiti necessari dello chéque cfr. anche Errera, Effetti della mancanza di disponibilità della somma al momento dell’emissione dell’assegno bancario in Diritto commerciale, XV, c. 615 sgg.
  2. L’autorizzazione del banchiere a pagare un chéque è inoltre sospeso dall’avviso del fallimento del traente, giusta le disposizioni del Bankruptcy Act 1869.
  3. Il chèque incrociato è assai in uso nella pratica bancaria inglese. L’incrociamento consiste in quattro linee trasversali che si intersecano a croce. In mezzo ad esse sta scritto et Co. se l’incrociamento è generale ed il chèque perfettamente negoziabile; oppure il nome di un banchiere se l’incrociamento è speciale. Scopo di tale operazione è quello di poter scorgere i successivi possessori del chèque.
    Gli Americani del Nord non usano questa forma di chèques, ed il Patten racconta come, avendo fatte le meraviglie a certi banchieri inglesi dell’enorme quantita di chèques incrociati che si negoziano nel Regno Unito, quelli gli risposero non comprendere come, senza tale pratica, sia possibile il libero e rapido disimpegno degli affari bancari. Cfr. Op. cit., p. 368.
    Le disposizioni del B. E. A. relative ai chéques incrociati riproducono quasi integralmente quelle del Crossed Chèques Act 1876.