Pagina:Primi studi dell'ingegnere Tomaso Meduna.djvu/6

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illusorio ma sgradevole e terrifico senso e dar solidità e ornamento alla costruzione, l’ingegnere imaginò di suddividere tutta la tratta del ponte, frapponendovi a simmetrici intervalli piccole isolette a guisa di piazze, le quali colla sporgenza loro rompano l’uniformità della linea e diano riposo all’occhio ed allo spirito. Cinque basterebbero, e quella di mezzo si vorrebbe alquanto più spaziosa tanto che vi si potesse costruire un edificio bastevole a dar momentaneo ricovero a tutta la comitiva dei rotanti in caso di turbine o d’altra necessità. Questo asilo sarebbe ancor più necessario ai guardiani della strada ed ai pedoni i quali non potrebbero sottrarsi colla velocità della macchina locomotiva. Si aggiunga che nei giorni festivi sarebbe convegno sollazzevole alle brigate dei cittadini.

Durante la costruzione, le isolette renderebbero un altro notabile servigio. Per dare adito alle barche cariche di materiale, bisognerebbe incavare un canale entro il paludo; e la materia di siffatti scavi non si potrebbe più opportunamente smaltire che nel fondar codeste isolette sulle quali si stabilirebbero le officine e i ricoveri degli operai occupati alla opportuna riduzione dei materiali ed alla costruzione.

Nota l’esimio ingegnere che la corda e le freccie degli archi devono
dipendere dal pano del ponte e dall’impostatura, e che nella dimensione delle pile si devono calcolare le azioni e reazioni; e che per dare una maggior fermezza bisogna ampliare la base delle pile ed elevarle a scarpa. La coincidenza della linea del ponte col divisorio delle acque più sopra accennato renderebbe forse inutile il munir di rostri le pile; perchè tenue il moto delle acque e pressochè nullo contro la testa delle pile. Quanto ai ghiacci che si formano sui paludi, essi per lo più non fanno che alzarsi ed abbassarsi secondo il flusso e riflusso marino. Soltanto presso i labbri dei canali se ne staccano alcuni pezzi e sollecitati dalla maggior corrente seguono quelli che vengono artificialmente rotti per mantenere la libera navigazione; ed allora avviene che guastino i pali di segnalamento. I soli spigoli delle pile potrebbero forse subir qualche detrimento; ad evitare il quale basterà di arrotondarli per quanto si estende la projezione della scarpa, incrostandoli di pietra; della quale gioverà rivestire le fronti dei muri di terrapieno ed il piede delle vôlte per quei tratti nei quali l’alterno contatto dell’acqua e dell’aria renderebbe insussistente la semplice struttura laterizia.

Quanto alla profondità delle fondamenta, si può considerare che i canali di navigazione dalla parte del