Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/203

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200 il morgante maggiore.

14 Andianne ove ti piace alla ventura.
     In questo un gran serpente, ch’era piatto,
     Si scuopre, quando al cul sente l’arsura:
     Aggraticciossi al collo a Fuligatto,
     Tanto che tramortì per la paura.
     Rinaldo con la spada tanto ha fatto,
     Che finalmente gliel levò da dosso,
     Ma prima gli tagliò la carne e l’osso.

15 Ed anco poi con la coda pur guizza.
     Fuligatto parea che fussi morto,
     Donde Rinaldo avea gran duolo e stizza
     Restar soletto; e dolevasi a torto,
     Chè Fuligatto alla fine si rizza:
     E risentito, e ripreso conforto,
     E ringraziando que’ che in cielo stanno,
     Pel gran deserto alla lor via ne vanno.

16 E poi che molto furon cavalcati,
     Due lion morti in un luogo foresto
     Nel mezzo della strada hanno trovati;
     Disse Rinaldo: Che vorrà dir questo?
     Questi lion chi ha così ammazzati?
     Ma Fuligatto se n’accorse presto,
     E disse: E’ fia Spinardo sanza fallo,
     Che dicon ch’è mezz’uom, mezzo cavallo.

17 Nel monte periglioso suole stare:
     Per certo noi dobbiamo esservi presso:
     Una fromba e tre dardi suol portare.
     Disse Rinaldo: E’ sarà stato desso:
     Non si potre’ questa bestia trovare?
     Rispose Fuligatto: E’ suole spesso
     Tra questi boschi andar cercando prede:
     E intanto una bandiera appresso vede,

18 Con certi Macometti molto strana.
     Cominciono a studiare allora il passo:
     Questo Spinardo stava in una tana
     Nascoso, come l’orso o come il tasso;
     Sente venire il cavallo e l’alfana,
     Subito misse nella fromba un sasso,
     E prese i dardi, ed assaltò costoro,
     E mugghia e soffia che pareva un toro.