Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/377

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374 il morgante maggiore.

142 E perchè pur la moglie si dolea,
     E’ disse: Donna mia, ora m’ascolta:
     Dominus dedit, lui data l’avea,
     Dominus abstulit, lui l’ha ritolta,
     Sicut Domino placuit, in ea
     Factum est: così fatto è questa volta:
     E poi: sit nomen Domini, ebbe detto,
     il nome del Signor sia benedetto.

143 Ma se tu vuogli ancor nel mondo stare,
     Iddio ti darà ben di nuovo gente,
     E tremerrà di te la terra e ’l mare;
     Ma perchè il nostro Signor non si pente,
     Que’ che son morti non posson tornare,
     Chè tutti son mescolati al presente
     Tra gli angeli e tra’ santi benedetti,
     E nel numero assunti degli eletti.

144 Non creder che color che son nel Cielo
     Volessin ritornar più quaggiù in terra,
     E ripor le lor membra al caldo e ’l gielo;
     Però che quivi è pace sanza guerra,
     E non si muta più cogli anni il pelo:
     Ma quel Signor che ’l suo voler non erra,
     Ti manderà, poi che tu vuoi, la morte,
     Com’io su torno, nella eccelsa corte.

145 Alda la bella, che hai raccomandata,
     Tu la vedrai nel Ciel felice ancora,
     Appresso a quella sponsa collocata,
     Che il monte santo Sinai onora,
     E di gigli e di rose coronata,
     Che non creò vostro Ariete o Flora;16
     E serverà la vesta oscura e ’l velo,
     Insin che a te si rimariti in Cielo.

146 Carlo pe’ merti suoi devoti e giusti
     Confirmato è nel corno della Croce,
     Con Josuè, con tutti i suoi robusti,
     D’accordo tutti in Cielo a una voce;
     E tu sarai con lui qual sempre fusti:
     Vedi quel Sol, che parea sì veloce,
     Che non si cala all’Ocean giù in fretta,
     E già venti ore il tuo Signore aspetta.