Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/33

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l’erba cresce, il cavallo muor di fame. Dicesi di soccorso promesso a tempo lungo, tanto che possa riuscire inutile; e perciò si dice:
L’è mèi ün öf incò che galina domàÈ meglio un uovo oggi che gallina domani.
Nó i è servise, se no i costaNon sono servigi, se non costano — ed il merito sta appunto nel sacrificio.
Öna ma laa l’otra e töte dò ’l mostàsUna mano lava l’altra, e tutte due il viso — Un uomo ha bisogno dell’altro; onde Bisogna fare a giova giova. Manus manum lavat, e tale, come ben disse il Capponi, potrebbe essere l’epigrafe della fratellanza e della carità.
Pausa piéna nó pensa a quela ödaCorpo pieno non pensa al digiuno.
Prima càritas e po’ caritatis — Equivale al toscano che dice: Il primo prossimo è se medesimo. Talvolta si dice anche:
La camisa l’è piò inàć dol zipùStrigne più la camicia che la gonnella — cioè i proprj interessi ci toccano più che gli altrui. Si potrebbe anche intendere che prima di ogni altro ci debbono essere a cuore i parenti; e però giova ricordare il proverbio che dice: Aiuta i tuoi e gli altri se tu puoi.
Sófia bé, sófia fort, sófiem in del cül quando so’ mort — Vuol dire che bisogna aiutare i bisognosi mentre vivono, e non limitarsi a compiangerli dopo morte.


BENIGNITÀ, PERDONO.


As’ pöl perdunà, ma miga desmentegàSi può perdonare, ma non dimenticare.
Coi bune s’oté tötColle buone si ottiene tutto — e