Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/65

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ci vuole — Di quel tanto che ci vuole a fare una cosa, non bisogna essere troppo avari, perchè volendo risparmiar troppo si corre il pericolo di perdere assai di più.
Scua nöa scua béGranata nuova spazza bene — ed i Toscani: Granata nuova spazza ben tre giorni, onde Chi vuol esser ben servito, muti spesso. Ma il Giusti osserva che questi proverbi «sarebbero egualmente veri nè patirebbero eccezione, se l’uomo fosse una granata non mai capace d’alcun affetto.»
Töte i pessade i porta inàc ü pasOgni calcio porta innanzi un passo — e corrisponde al toscano: Ogni prun fa siepe. Ogni cosa fa qualcosa, e si deve tener conto di tutto.


ERRORE, FALLACIA DEI DISEGNI, FALLACIA DEI GIUDIZJ, INSUFFICIENZA DEI PROPOSITI.


A fabricà ’n piassa chi la öl volta, chi la öl bassaChi fa la casa in piazza, o e’ la fa alta, o e’ la fa bassa — cioè chi fa le cose in pubblico non può soddisfare a ognuno, perchè varii son degli uomini i cervelli.
A falà s’imparaFallando s’impara — e bisogna fare, ancorchè si faccia male, volendo imparare. Errando discitur, e solo
Chi no fa, no falaChi non fa, non falla.
A fa ’l cönt sensa l’ostér bisogna fal dò olteChi fa il conto senza l’oste l’ha a far due volte.
Am sè töć de carneSiamo tutti di carne — cioè tutti siamo sottoposti ai desiderj e difetti carnali.