Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/67

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mai più meschino — Anche i Còrsi: hi fusse induinu ’un sarebbe mischinu.
Ghe n’è xé di asegn ch’i sa sömeaMolti sono gli asini che si rassomigliano — perciò può essere molto fallace il giudicare dalla rassomiglianza.
In del piò bel de l’oselanda ’l mör la sïètaSul più bello dell’uccellatura muore talvolta la civetta — cioè in sul più bello di un’impresa sopraggiunge talora una sventura che manda a male ogni cosa.
L’om propone e Dio dispone.
No s’ pöl di quat’, o gat, fina che nó l’è ’n del sacV. Regole del giudicare.
Ognù sa quel che bói ’n da sò pignataOgnuno sa quel che bolle nella sua pentola — e con ciò si vuol avvertire che è difficile giudicare degli affari altrui.
Se la ègia no la mörìa, la saràf amò ìaSe la vecchia non moriva, sarebbe ancor viva — Si adopera per deridere coloro, che dopo un’impresa fallita, mettono in campo dei se e dei ma; a costoro si dice più bruscamente:
Ol se e ’l ma i è entrada di bagiàIl se ed il ma sono l’entrata dei baggiani

                    Si ce n’était le si et le mais,
                    Nous serions tous riches à jamais.


ESPERIENZA.


Al val piò la pràtica che la gramàticaLa pratica vai più della grammatica — Si, perchè
Ol fa l’insegna a faIl fare insegna fareExperientia est rerum magistra; Usus multa docet.
Chi è del mestér pöl dì ’l sò parérChi