Pagina:Raccolta di proverbi bergamaschi.djvu/86

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da böQuello che non si fa da vitello non si fa nemmeno da bue — È proverbio della Val Gandino che vale:
Quel che no s’ fa de zuen, no se ’l fa gna de eć — Quello che non si fa da giovane, non si fa nemmeno da vecchio.
Ün om l’è semper zuenUn uomo è sempre giovane — Ce lo dicono le donne per complimento, o per interesse; è però vero che
I omegn i gh’à i ang ch’i sent e i dòne quei ch’i dimostraGli uomini hanno gli anni che sentono e le donne quelli che dimostrano.


GIUSTIZIA, LITI.


A fabricà e litigà a s’ consöma quel che s’ gh’àA fabbricare e litigare si consuma quello che si ha — ed anche si dice: Murare e piatire è un dolce impoverire.
Bisogna sentì töte dò i campaneBisogna sentire tutte due le campane (le parti) — perchè A sentire una campana e non udir l’altra non si può giudicare.
Bisogna tacà tantBisogna pretendere molto — Dicesi dai litiganti per significare che per ottenere quello che si vuole, bisogna domandarne assai di più.
Chi i a ciapa i è sò; né ’l gh’i töl zo gna ’l vèscof, gna ’l papaChi le tocca son sue; non glie le leva nè il vescovo, nè il papa — e per giunta
Chi eiapa sö, à tortChi è battuto, ha torto — Il popolo toscano dice: Chi perde, ha sempre torto. Dante nel Divino Poema:

                    La colpa seguirà la parte offensa
                    In grido, come suole.