Pagina:Raffaello - Lettera a Leone X, 1840.djvu/29

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

25

con li culmini e coprimenti, come descrive Vitruvio dell’origine dell’opera dorica, che gli terzi acuti li quali hanno due centri. E però molto più ancor sostiene, secondo la ragione matematica, un mezzo tondo, il quale ogni sua linea tira ad un centro solo: perchè, oltre la debolezza, un terzo acuto non ha quella grazia all’occhio nostro, al quale piace la perfezione del circolo: onde vedesi che la natura non cerca quasi altra forma. Ma non è necessario parlare dell’architettura romana, per farne paragone colla barbara; perchè la differenza è notissima: nè ancor per descrivere l’ordine suo, essendone stato già eccellentemente scritto per Vitruvio. Basti dunque sapere, che gli edifici di Roma in fino al tempo degli ultimi imperatori furono sempre edificati con buona ragione di architettura, e però concordavano con li più antichi: onde difficoltà alcuna non è discernerli da quelli che furono al tempo de’ goti, e ancor molti anni dappoi; perchè furono questi quasi due estremi ed opposti totalmente: nè ancor è malagevole il conoscerli dalli nostri moderni per molte qualità, ma special-