Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/17

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14 Della Vocatione alla Relig.Cap.I. lenze de beni tranfìtorij cerca di farci perdere li veri beni eter¬ ni ; Et contro la caroe noilra, la quale con delitie, e piaceri lénfuali cerca di tirarci alla corrutione,Sc farci perdere li beni fpiriuali: Per fortificarfi dunque contro tali,- Sitanti nemi¬ ci , li fono retirate dal Mondo alla Religione come in vn Ca¬ mello, e Fortezza ficura, doue non folamente deuono ofler- . uare li comandamenti della legge , ma ancora li configli dati i dal Saluator Noftro Giesù Chriiìo per noftra falute , & fono fatte domcftiche della cala di Dio, tenendo Tempre la lor con- uerfationein Cielo . A quella forte di vita come più ftretta, !k rigorofa dell’al¬ tra fi applicano poche perfone, e folamente quelle,che per fpe- cial f.uore,& gratia d^Diófono chiamate a si alto ,8c hono- rato iìato d’éflere figliuole di Dio, Scfpofe di Chrifto. Quelle dunque, che fono chiamate da Dio alla Religione deuono primieramente con viuo affetto di cuore riconofcere tanto fegnalato fauore, che Dio lor hà fatto di chiamarle, &c eleggerle fuori del numero di tante altre,8c metterle tra le fue figliuoli elette, rendendogli infinite gratie di tal vocatione,8c corrifpondendogli pronta mente con dirgli. Eccomi qui per feruirui Signor mio comandatemi, che io vi obedirò. Dopo quello hanno da imparare, come fi deuono gouer- nare pelli eflercitij della vita loro, confiderando, che l'eflerfì i' tolte dal Mondo , Se hauerlo rinunciato, vuol dire, hauer ri- 1 fiutato le lue pompe, li fuoi piaceri, commodità, & tutte le fue vanità ; l’elTerfi date a Dio vuol dire, che tutto quello, che ipoffono, Se vogliono, lo fpendano infuo feruitio, & nell’ani¬ ma loro non penfino, non defiderino ,.nèvoglinoalcuna co¬ là, f: non conforme alla volontà di Dio*. DE