Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/19

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16 Dell'Obedienza. Cap.IIL Secondo in ofleruare le regole , e confuetudini del Mona* itero. Terzo in vbidirc allifegni, con li quali fecondo l’vfo del ^ Monaftero fi notifica la volontà della Superiora, Se la dilpofi- tiene delle Regole. La Monaca dunque quando'la Superiora le comanda de-* ue dire in le ltella , Dio mi comanda . Quando ha da ofleruare la Regola, hà da dire > quella Re-< gola è fatta da Dio. Quando fentela campana, deue dire , Dio la fa fonare_ » Dio mi chiama. L’obedicnza s’ha da esercitare non folofcon la Superiora.,- maggiore, che è la Madre Priora, ma ancora con altre officiali inferiori in quello che tocca airoffitio loro, perche all’hora_»’ fimilmente s’vbidifcealla Madre Priora, dalla quale depen» dono le offitiali. Per elfcr veramente obedicnte alla voce viua della Madre Priora, &'dell’altre offitial;, bifogna che la Monaca moliti prontezza neirvbidire accioche dia animo alla Superiora di comandarle .volontieri, Se non con la poca prontezza le to- glia l’animo di comandarle. y' Per elìer vbidiente alia Regola, è ncceflario, che fi legga_> I con le Coilitutioni nel Refettorio almeno vna volta il mefe . Per effer poi obediente a’ fegni, quando fente la campana , ha da lafciare ogni cofa per obedire al fegno, come fece quel Monaco, che lafciò la lettera, o , imperfetta per andare fubi- to a fare l’obedienza . Quella, alla quale dalla Madre Priora farà commeffa qual¬ che faccenda, fc in quella trouaalcun’ impedimento non per quello deue da fe itefia tenerli per efeufata della faccenda coni» meiTalc, ma deue quanto prima può,'andare alla Superiora, Se darle conto dell'impedimento.