Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/20

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Della Caftita. Cap.IW 17 ■jsjWuna tratterà negotij, ne domandarà configlio a perfo- forattiera fenza licenza della Superiora,Se molto manco fi ^ ' polli far inftrumento,nè fcrittura,ancorché priuata per il Mo- » altero fenza licenza del Prelato, e Deputati. Neflùna ardirà di comandare, nè ingerirli nell’officio dell’ altra , «Centrare neU’vfficine, fe non le farà comandato dal¬ la MadraPriora , ò da chi terrà il fuo luogo . hm < DELLA CASTITÀ’. Capitolo Quarto.. ESsendo la Monaca Ipofa di GIESV Chrifto deue oltre le altre virtù, che fono communi à tutte le ferue di Dio principalmente profetare quella virtù, che è propria della^,, Ipofa, Se quella è lacaftità, la quale confitte nella purità, Se monditiadel corpo, e della mente; Et già che per mezzo dei voto fi è legata indilTolubiimente all’olìeruanza di quella vir¬ tù, refta folo , che fi ponghi ogni ttudio, Se diligenza per cu- ftodirla.. La cuftodia hà da eflere in particolare di ciafcheduna Mo-- naca, Se vniuerfale di tutto il Alonaftero ... La particolare di ciafcuna per guardai fi dà ogni mal pen- fiero , farà il non lafciarfi mai prender dall’otio : ma occuparli fempre in qualche fatto fecondo Tòbedienza, e di più portare in mente (empre qualche bel detto fpirituale , oaero qualche attione di Nolbro signore^ ò di alcunaperlonafanta , con la-., quale dia vtile trattenimento all’ .imuuginatione •, si che te-< C nendo anco il corpo occupato in qualche faccenda, la mente non perda, anzi guadagni > faggeado quanto fia polfibile di ragionare con huomini^ & quando bilogna lo faccino tanto ,, quanto importa la neceflìtà , lenza trattenerli in mo Jo*alciir» no, ò multiplicaie in parole più di quello > che è uccellano ;, ' ì . te,.