Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/48

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Della Soprastante alle Inferme. Cap.XI. 4 $• pon potefie attendere a tutte j dia la Madre Priora aquefìuu Prefetta deU’Infermam tanto aiuto di altre forelle,quanto ve¬ drà bifognare. Et accioche le pouere inferme oltre la loro infermità non., fjano colìrette a patir'ancora nelle cofe neceflarie, non man- chi la Prefetta, ò fia infermiera, di vifitarle, &feruirlecon di¬ ligenza , prouedendo con ogni carità a tutti i lor bifogni. ' ]_a Madre Priora vii ancora ogni diligenza , che alle infer¬ me fia prouiflo , come di Aiedico, medicine , & altre cofene- celfarie : ma fopratutto principalmente habbia cura di prolu¬ derle di fpirituali medicine, come de’ fanti Sacramenti, della Confeifione, Conununione, &c efirema Vntione, fecondo fi- rà bifogno. Si abbia ancora riguardo alle conualefcenti, Se vi lì vii particolar d.ligenza, accioche prefto fi pollino riha- uere, & eflere habili a i leruitij del Monailero. Le Inferme, .S: le conualefcenti, fé non haueranno tutto quello, che defiderano, ricordinfi, che fono feruiteper carità, & confiderino hauer fatto profeifione di pouertà, &c di morti- ficatione , &: però mancando loro alcuna cola non mormori¬ no, o fi contrifiino, ma con fanta patientia fi rallegrino , & a Dio ne rondino gratie . DELL’ORDINARIO CIBO Capitolo Duodecimo. FRà le altre miferie di quefta noftra vita mortale non è poca quella di efler fogetta le fi hà a mantenere, di pi¬ gliar cibo temporale, quale elTendoper altra parte tolto fenza mifura , & di fcuerchio, aggraua lo Ipirito, & l’impidifc e_, molto, che nonpofla liberamente, & conferuorea Dio fer ui- re : onde per feguir la via di mezzo, è necefiario prende reil cibo fobriamente, Se con ogni modeltia, accioche il corpo E z non