Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/50

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pe’Veementi- Cap,XIIi. 47 vtilità , & neceffità del corpo , Se non per pompofa va- re^v ricordandoli , che Noftro Signore biafimò i veltimcnti 1 olii > & delicati* quando dille : Ecco che quelli, che delica¬ tiinente fono veftiti, habitano nelle cafe de’Rè mondani, 8e Sun Girolamo dice : Io per me confeffo mentir quellia che fi gloriano di conferuare lacaftità, e nelle veftivanno dietro al¬ le delicatezze. Il panno dunque che doueranno vfare tutte le forelle, ben che Zia bianco , nonlia però delicato, Se gretiofo, accioche (i come nel colore vien dimoftrato l’intrinleco candore dell -u cattiti, così nella viltà lì manifefti il diiprezzo che delle cofe terrene ogniuna deue hauere . I letti parimente non fiano troppo morbidi, nè deliciofi , acciò pollino alle hore deputate fuegliarfi a cantar laudi Dio. Laonde dilfe San Girolamo fcriuendo a certe Mo:;ar che: Carilfiine io voglio che voi dormiate ogni notte nelle voftre celluccie in vn picciolo, & duro letto, non nelle piu¬ me , nè in cole morbide, ma fula paglia, ò ftrame, ò più to? fto in calfadi legno, accioche le domate membra aborrivano ' più prefto il letto, che lo bramino, Se al ripolò del foprallante tonno più le aftringala neceflità, chelavoelia. Il fine della feconda Parte .. TER-