Pagina:Regola di S. Agostino per le monache di Santa Caterina della rosa.djvu/53

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


jo Della modeflia in generale.Cap.il. Con l’orecchie fi ha da vfare la modeftia, fuggendo di mo- ) ttrarfi curiofe, &c facili ad al'coltar nouelle, Se altre cofe vane, ex* mài afcoltar di jiafcofto li ragionamenti altrui. Nel parlare tenga la voce balla, tanto quanto fia fornita- da quella, a chi parla da vicino, òc fe ftelTe lontana, più pretto fi deue accollare, che alzar la voce $ per quello fi guarderà di f chiamare, & gridare forte da vn luogo lontano all’altro, fe^ non in cafo di necc-flìtà. Nè lì ha da accollare al vifo di quel- 7 L‘ 1 la con chi parla. La medellia richiede ancora, che non fi parli di louerchio, nè troppo infretta , nè di materie vane, curiofe, impertinenti, ] fecolarefche, nè di cofe ridicole, & burlefche, Si molto me¬ no di cofe, che pungono, & offendono altri, nè che fi dichino p :role allettate, ctrimoniole, òadulatorie . Richiede ancora la modettia che non fi rompa,ò impedifca il parlare delle lòrelle, & molto meno quando vna fola con il iuo parlare occupa tutta la conuerlàtione. Non fi ha da can¬ tine nè leggere in camera, nè per cafa con voce alta , benche fiano cofe di diuotione. Si ha da attenere di parlare di fe ftelfa, Tnalfime di quello, che può tornare in lodepropria. La modettia richiede, che tutta la perlona fia compofta, Se ' raccolta in le llelTa, ma non affettatamente,&: fugga anco vna certa portatura vana , Se vagante, le mani non fi hanno da te¬ nere relalfate, ma raccolte inficine innanzi al petto . Non fiha da toccare altre in alcuna parte, nè con mani, nè con altro, in qualfiuoglia occafionc, eccetto che percarità in_> tempo di infermità , ò di altra neceffità j Si guardarà anco di toccar fe ftelfa indecentemente, Si affettatamente. 1! ca minare non fia nè troppo lento, nè troppo in fretta,nè mai fi ha da correre, fe non per cauli vrgentillìma. La Modettia ancora fi ha da vfare con fe ftelfa, nel veftirfi, nel