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275 DELL'INGEGNERE MILANI

semente non fu sparsa in terra ingrata; tre stamperíe ci hanno già versato fogli quarantuno e mezzo di risposta. Pare che la verità questa volta compaja piuttosto vestita che nuda.

Da ogni parte ci si annunciavano cose grandi, grandi mentite, dovizia di lettere e documenti. Noi ridevamo; dicevamo a tutti che le mentite sarebbero poi state confessioni, e la risposta sarebbe infine una ricevuta.

Nel giorno 28 luglio comparve il formidabile in-quarto; e non neghiamo che quella massa fece un senso di sgomento e d’oppressione ai nostri benévoli; e per poco non conquise anche la nostra fermezza. Prima di leggerne il contesto, l’abbiamo scorso materialmente in cerca di mentite; e vi abbiamo infatti notato più di sessanta volte il verbo mentire, o il nome menzogna, o altri vituperosi equivalenti. Ma in quella operazione ci siamo tosto persuasi, che la voce mentire non ha per il sig. Giovanni Milani quel senso tremendo e sacramentale, che suole avere nella nostra società; essa non è altro che un modo violento di dire: un frémito forse di vergogna: una specie di bestemmia sociale.

Tuttavia si poteva credere ch’egli ne avrebbe almeno fatto uso nei casi più gravi. E siccome dei quaranta e più errori fondamentali che avevamo notati nel suo progetto, i più enormi ci stavano ben presenti al pensiero, così abbiamo cercato tosto le corrispondenti mentite. Per esempio:

Ad imitazione del sig. ingegnere Bruschetti, che ne 1836 prometteva nella Biblioteca Italiana di servire con due sole locomotive i 4 miriámetri della strada di Como, il sig. ingegnere Milani aveva calcolato che quattordici locomotive sarebbero state sufficienti per i 29 miriámetri della strada lombardo-véneta, e sua laterale. Noi non avevamo mancato di dire due volte agli azionisti, che questo errore era stato corretto in alto, e che, per virtù di questa ch’essi chiamano approvazione le 14 locomotive, calcolate dai sig. Milani erano già divenute 60; e s’avviavano a raddoppiarsi per lo meno un’altra volta. Questa nostra asserzione ci pareva un punto degno, che il sig. Milani vi spendesse intorno una delle sue mentite. — Abbiamo cercato il volume da capo a fondo; l’abbiamo fatto frugare anche dagli amici; lo frughino ora i nostri nemici, poiché la mentita non vi si trova. Dunque per questo primo punto