Pagina:Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell’ing Giovanni Milani.djvu/4

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276 REPLICA ALLA RISPOSTA

la risposta del sig. Milani si risolve in una ricevuta. Ed è già un affare di cinque o sei milioni; perchè ogni ventina di machine costa più d’un milione. Aggiungiamo in proporzione i carri e le vetture.

V’è di più. Al § 335 della Risposta, il sig. Milani, quasi per aggravare il suo torto, espone con dottrinale apparato, che: «la corsa continua d’una locomotiva non deve superare i 60, od al più i 70 mila metri: e che, dopo una corsa simile, convien fermare la machina, visitarla, pulirla, sgombrare il focolajo, vuotare la caldaja, se occorre; insomma BISOGNA CAMBIARLA CON UN’ALTRA». Perlochè sulla nostra strada le locomotive, secondo lui, dovranno, in buona regola, essere mutate ad ogni due sezioni, o ciò che vale lo stesso, percorrere una sezione sola per andata e ritorno. E siccome tutta la linea, compreso il braccio di Treviglio, forma 12 di codeste sue sezioni di circa 25 mila metri ciascuna, e ogni movimento d’andata e ritorno porterebbe il cambio di 12 machine; e supposto che 2 altre si trovassero in riparazione, le 14 machine dell’originale calcolo Milani appena basterebbero ad un solo andirivieni al giorno. E perciò questo numero è da moltiplicarsi cinque, o sei, o più volte, secondo il numero giornaliero delle partenze, e il successivo sviluppo che nel corso di cinquant’anni avrà luogo, e il successivo logoramento delle machine, che dapprincipio sono tutte nuove. E poi rimane ancora di raddoppiare all’incirca la partita nel trasporto dei bestiami e delle merci. Se questa dottrina venne adottate dal Sig. Milani al § 335, egli era tanto più in dovere di darci una mentita sul punto delle 14 machine; e ne lo avremmo quasi pregato, e per la sua gigantesca riputazione, e pe’ suoi famosi viaggi su tutte le strade ferrate d’Europa; poichè dopo l’esperimento della strada di Monza, tutti hanno aperto gli occhi alla nuova luce, e devono dire che il signor ingegnere in capo non ne sapeva nulla.

Avremmo osato sperare anche un’altra mentita. Nella Rivista si era affermato che il signor Milani aveva proposto, per le rotaje, lastre di granito, lunghe tre metri, larghe mezzo metro, e grosse, o ben piuttosto sottili, 9 decimetri; e che riunite le pietre di ambedue le rotaje, si sarebbe potuto farne da Milano a Venezia, (e aggiungi: da