Pagina:Richmond - La figlia del lattaio.djvu/11

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ingannar nessuno per andar certi al paradiso. Ambedue le nostre figlie erano caparbie, e, come noi stessi, straniere alla via del Signore e alla Parola della sua grazia. La maggiore poi entrò in servizio; pochi anni sono, ella sentì una predica nella chiesa di **, e, da quel tempo in poi, ella diventò molto diversa da quel che era prima. Diè principio a leggere la Bibbia, e fin d’allora le sue abitudini furono profondamente cangiate.

“La prima volta ch’ella, venne a trovarci, ci portò una ghinea (1), frutto dei suoi risparmi e delle sue fatiche. Ci disse che, essendo noi vecchi, avevam bisogno dell’aiuto suo, aggiungendo che non amava più spendere i suoi danari in begli abiti, come per l’innanzi, alimentando l’orgoglio e la vanità; ma che avea più caro di mostrar la sua gratitudine inverso ai genitori vecchi e cadenti, e questo, diceva ella, perchè Cristo ebbe pietà di me e mi fece palese la sua misericordia.

“Restammo attoniti all’udir da lei cotali discorsi, e delizioso fu il tempo che passammo in sua compagnia. La trovammo così affettuosa, umile ed amabile; tanto bramosa di farci del bene al corpo come all’anima; tanto diversa da quello che era nel passato, che, per quanto ignoranti fossimo, conoscemmo che la religione avea in sè qualche cosa di buono e di vero, giacchè se così non fosse, non avrebbe potuto mutar siffattamente il carattere di una persona in tempo così breve.

“La sorella minore, poverina, se ne rideva. Diceva che il cervello le avea dato la volta! — No, sorella, rispondeva, non la mia testa, ma credo il mio cuore siasi rivolto dall’amore del peccato, all’amor di Dio. Vorrei che voi vedeste, come vedo io, il pericolo e la vanità della presente vostra condizione. — Io non mi sento in lena da poter sentir le vostre prediche, solea rispondere la poverina; so che io non sono peggiore di tutti gli altri, e così mi basta. — Ebbene, sorella, ripigliava Elisabetta, se voi non mi volete sentire, non potete però impedire ch’io preghi per voi, come sempre fo e con tutto il mio cuore.


  1. Moneta inglese del valore di 26 franchi.