Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/172

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appunti di numismatica romana 147


Il Quinario venne trovato nel 1884 in una vigna nelle vicinanze di Roma, fuori di Porta Salara.

QUINARIO D’ORO DI SABINA.


7.° Dopo il N. 37 di Cohen.

D/ — SABINA AVGVSTA HADRIANI AVG •

Busto diademato a destra colla coda.

R/ — Anepigrafe.

Pavone a destra colla testa rivolta a sinistra e la coda spiegata.

(Tav. IV, N. 7).


Quantunque non importante come il precedente, anche questo Quinario è non solo nuovo pel rovescio ma quasi unico come quinario d’oro di Sabina.

L’emblema giunonico del pavone, che ne costituisce il rovescio, figura su questa sola moneta di Sabina e noteremo come qui appaja per l’ultima volta su di una moneta battuta, vivente l’imperatrice; (e tale è il nostro Quinario, come è indicato dalla leggenda del dritto); mentre dopo Sabina, incominciando con Faustina di Marco Aurelio e scendendo fino a Mariniana l’emblema del pavone è riservato in sostituzione dell’Aquila alle monete ricordanti la Consacrazione delle imperatrici.

Cohen nella sua prima Edizione descrisse due Quinarii d’oro di Sabina, ambedue appartenenti al Museo Britannico, uno colla leggenda concordia avg, l’altro anepigrafe colla rappresentazione di Vesta. Ma di questi due Quinarii uno solo, il primo, figura nella 2.° Edizione, l’altro è scomparso, e, debbo supporre, per essere stato riconosciuto falso o inesistente. E così restano due soli i Quinarii d’oro conosciuti di Sabina.

Il mio, di bellissima conservazione, è proveniente dagli scavi di Roma del 1886.