Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/237

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
212 solone ambrosoli


Peso grammi 0,440.

D/ (cerchietto) • IO • IA • TR • M • V • LE • M • F •

Croce ornata, entro cerchio sottile.

R/ — (cerchietto) • S • KARPOFORVS • D • M •

Busto nimbato, entro cerchio e. s. (Vedi Fig.)

Evidentemente, questa monetina fu coniata da Giangiacomo Trivulzio; essa tuttavia costituisce un unicum, che si stacca dalla intera numismatica trivulziana, quale ebbe recentemente la sua splendida sintesi nell’opera dei fratelli Gnecchi.

Nuovo il tipo (benché scelto a palese imitazione delle monete di Milano), e nuovo il santo raffigurato, non solo per le zecche trivulziane1, ma, come abbiamo detto, per la numismatica in genere2.

Ora, a qual periodo della signoria ed a quale fra le due zecche di Giangiacomo Trivulzio, Mesocco e Musso, si doveva attribuire questa nuova monetina?

La risposta alla prima domanda era facile, perchè il titolo di “Marchese di Vigevano,” che si legge sulla moneta, e che fu conferito a Giangiacomo nel 1499, ne limita la coniazione fra quell’anno ed il 1518, data della di lui morte.

Ma quanto alla determinazione della zecca, le difficoltà sembravano insuperabili anche per questa moneta, come per quelle altre di Giangiacomo le quali portando il titolo di “Marchese di Vigevano” possono essere state battute sì a Mesocco che a Musso3.

  1. “I Santi effigiati sulle monete dei Trivulzio sono tre: la Beata Vergine col Bambino, San Giorgio e San Biagio.” (Gnecchi F. ed E. Le monete dei Trivulzio, descritte ed illustrate, Milano, Dumolard. 1887, Prefazione, pag. XXXIII).
  2. Non è compreso neppure nel vastissimo elenco di santi pubblicato dal Rentzmann, Numismatisches Legenden-Lexicon.
  3. È assai difficile, per non dire impossibile, l’assegnare con sicu-